Legge di Bilancio 2018 ed ecobonus

 

 

Ecco l’articolo del disegno di legge che concerne le agevolazioni fiscali per la sostituzione dei vecchi infissi e per l’installazione delle schermature solari.

Come largamente previsto, purtroppo il Governo, ma soprattutto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, tenta di abbassare le aliquote delle agevolazioni fiscali per la sostituzione delle finestre e l’installazione delle schermature solari nonché per le caldaie a condensazione. L’aliquota scenderebbe così dal 65% al 50%. Ma questa è la proposta (senza qualità) del Governo. Ora tocca alle Associazioni rispondere. Ecco l’articolo che concerne il settore. (eb)


Art.
Agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficienza energetica negli edifici ecobonus
1.       Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni:

a)       all’articolo 14, concernente detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica:

1)      le parole: «31 dicembre 2017», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2018»;

2)      ai commi 1 e 2, dopo l’ultimo periodo è aggiunto il seguente: «La detrazione di cui al presente comma è ridotta al 50 per cento per le spese, sostenute dal 1° gennaio 2018, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione. »;

3)      il comma 2-bis è sostituito dal seguente: «2-bis. La detrazione nella misura del 50 per cento si applica altresì alle spese sostenute nell’anno 2018 per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.»;

4)      al comma 2-ter, le parole: «Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, ivi compresi quelli di cui al comma 2-quater», sono sostituite dalle seguenti: «Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di cui al presente articolo»;

5)      al comma 2-quinquies, dopo le parole: «effettua controlli, anche a campione, su tali attestazioni,» sono aggiunte le seguenti: «nonché su tutte le agevolazioni spettanti ai sensi del presente articolo,». Seguentemente le parole «il 30 settembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «90 giorni dall’entrate in vigore delle presenti disposizioni»;

6)      al comma 2-sexies, le parole: «Per gli interventi di cui al comma 2-quater, a decorrere dal 1° gennaio 2017», sono sostituite dalle seguenti: «Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di cui al presente articolo»;

7)      il comma 2-septies è sostituito dal seguente: «2-septies. Le detrazioni di cui al presente articolo sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.»;

8)      dopo il comma 3-bis, sono aggiunti i seguenti commi:

«3-ter. Con uno più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro delle infrastrutture e trasporti, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, sono definiti i requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle agevolazioni di cui al presente articolo, ivi compresi i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento, nonché le procedure e le modalità di esecuzione di controlli a campione, sia documentali che in situ, eseguiti da ENEA e volti ad accertare il rispetto dei requisiti che determinano l’accesso al beneficio. Nelle more dell’emanazione dei decreti di cui al presente comma, si continua ad applicare il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico del 19 febbraio 2007 e successive modificazioni e il decreto del Ministro dello  Sviluppo Economico 11 marzo 2008 e successive modificazioni. L’ENEA ai fini di assicurare coerenza con la legislazione e la normativa vigente in materia di efficienza energetica e, limitatamente ai relativi contenuti tecnici, adegua il portale attualmente in essere e la relativa modulistica per la trasmissione dei dati a cura dei soggetti beneficiari delle detrazioni di cui al presente articolo.

3-quater. Al fine di agevolare l’esecuzione degli interventi di efficienza energetica di cui al presente articolo, è istituita, nell’ambito del Fondo di cui all’articolo 15 del D.lgs. 4 luglio 2014, n.102, una sezione dedicata al rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento degli stessi. A tal fine, la dotazione del Fondo suddetto è integrata con 25 milioni euro annui per il periodo 2018-2020 a carico del Ministero dello sviluppo economico e 25 milioni di euro annui per il periodo 2018-2020 a carico del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, a valere sui proventi annui delle aste delle quote di emissione di CO2 destinati ai progetti energetico ambientali cui all’articolo 19, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, previa verifica dell’entità dei proventi disponibili annualmente, con le modalità e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo 19. Per il perseguimento delle finalità di cui al presente comma, con uno o più decreti di natura non regolamentare da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto dal Ministro dello sviluppo economico e dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e acquisito il parere della Conferenza Unificata, sono individuate le priorità, i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento, di gestione e di intervento della sezione del Fondo, e le relative prime dotazioni della sezione stessa.»;

b)      all’articolo 16, concernente detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia:

1)      al comma 1, le parole: «31 dicembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2018»;

2)      dopo il comma 1-sexies è inserito il seguente: 1-sexies1. Le detrazioni di cui ai commi da 1-bis a 1-sexies sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di loro proprietà, ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.»;

3)      dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: «2-bis. Al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) le informazioni sugli interventi effettuati. L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle rispettive competenze territoriali. ».

Serramenti in PVC, tra primati di vendita e norme UNI a carico solo dei produttori italiani

 

 

Il “cortocircuito” innescato tra ente normatore nazionale e associazioni nazionali di settore sulla obbligatorietà (inesistente!) della UNI 7697:2015 si sta “scaricando” tutto sulle spalle delle imprese serramentistiche italiane in termini di minore competitivita di mercato rispetto alle finestre pronte per la posa provenienti dai Paesi Esteri. E se così è: a quali operatori del mercato giova il continuare a sostenerne l'obbligatorietà?

 

 

 

Anche l’ultimo studio UNICMI sull’andamento del mercato in Italia dei serramenti e delle facciate in metallo commentato sul numero di Aprile di “serramenti +design” riconosce il primato, in quantità, del PVC come materiale maggiormente utilizzato per i profili finestra. Ci sono voluti oltre 10 anni ma anche il mercato italiano del “prodotto finestra con profili in PVC” si è alla fine allineato al trend seguito da quello europeo seppure ad un livello “dominante” sensibilmente più basso. Il come, però, è un aspetto che indubbiamente merita più di una riflessione. A differenza di legno e metalli, la creazione di una serie di profili finestra in PVC richiede investimenti dedicati per la loro “produzione” di almeno 2 ordini di grandezza più elevati di quanto non sia necessario sostenere utilizzando altri materiali. E già il solo passare da un investimento “per la produzione” di 100.000 euro ad uno di 10 milioni di euro è un incontrovertibile indicatore di quanto siano diversi anche i problemi posti in termini di tempi di ammortamento, industrializzazione dei processi e necessità di mercato. Di qui quando parliamo della proposta di sistemi per l’assemblaggio/produzione di serramenti in PVC, il riferimento è praticamente sempre a grandi realtà industriali. Realtà prevalentemente di tipo multinazionale che hanno prioritariamente la necessità di “alimentare” le proprie linee di estrusione. Inevitabilmente si parla quindi di relazione quantità-valore e non viceversa. Quantità che in Europa ha trovato, e trova, giustificazione in termini di redditività nella standardizzazione. Effettivamente quando si sente dire in generale che negli altri Paesi UE “ le finestre sono tutte uguali” non si è poi molto lontani dal vero, per quanto diversi aspetti della “domanda estera” siano anche molto cambiati nel tempo. Standardizzazione – e allora poco interesse alla personalizzazione – che hanno negli anni favorito la diffusione nella UE dei sistemi in PVC, tanto da essere da decenni il materiale dominante sul mercato in termini di decine di milioni di unità finestre vendute. Ma in Italia non esiste la standardizzazione del vano finestra e vi è un’alta richiesta di personalizzazione. Cosa dunque ha spinto la diffusione dei sistemi in PVC tanto da raggiungere la leadership di mercato? Individuarlo unicamente nell’introduzione del bonus fiscale del 65% equivarrebbe a ragionare più da “struzzi” che da manager e analisti di mercato. Scelte strategiche, dimensioni d’impresa, piani di sviluppo, posizionamento di prodotto, organizzazione commerciali, capacità finanziarie, conoscenza del mercato di riferimento, politiche di marketing e di servizio. Sono tutti aspetti, sottovalutati, che anche elencati in ordine sparso stanno alla base di quel primato raggiunto dal PVC e non la detrazione del 65%. I dati ENEA ne certificano la sua maggiore diffusione nelle regioni italiane più “ricche” e non in quelle finanziariamente meno agiate. Eppure sempre stando ai dati, anche in queste realtà territoriali si è cercato di “vendere finestre” facendo leva sul prezzo. Ovvero sul parametro quantità-valore e non viceversa. Scelta che ha inevitabilmente finito con l’aprire un comodo varco ai produttori esteri di finestre in PVC per gli ampi spazio di crescita che il mercato italiano poteva ancora offrire. Di qui le iniziative di differenziazione personalizzante in corso in Italia, differenziazione che da due anni deve però scontare gli effetti di maggiori oneri provocato da “un cortocircuito” tutto italiano: quello di ritenere obbligatoria a livello Comunitario una norma italiana che interviene su una della caratteristiche fondamentali (la sicurezza) definite a livello UE per un prodotto sottoposto a regime di marcatura CE. Il riferimento è alla UNI 7697:2015 sulla quale è a più riprese intervenuto su “serramenti+design” il Prof. Avv. Antonio Oddo (avvocato cassazionista e docente Universitario) dettagliandone gli aspetti che ne inficiano qualunque assunzione di presunta obbligatorietà. Imposizione che se denunciata in ambito Comunitario da un produttore estero quale elemento di oggettivo ostacolo alla libera circolazione di un prodotto marcato CE potrebbe portare la Corte di Giustizia UE a condannare l’Italia così come già ripetutamente accaduto, in fatto di componenti per serramenti, alla Germania. Aldilà degli aspetti giuridici, di certo c’è  che lo “spacciare” per obbligatorio un requisito volontario per la scelta del vetro può arrivare ad incidere pesantemente sul costo di una finestra con profili in PVC e di altri materiali… Di una finestra prodotta in Italia perché il “cortocircuito” innescato tra ente normatore nazionale e associazioni nazionali di settore sulla presunta obbligatorietà della UNI 7697:2015 si sta “scaricando” tutto sulle spalle delle imprese serramentistiche italiane.  E se così è: a quali operatori del mercato giova il continuare a sostenerne l’obbligatorietà?

(Dan Vasile)

 

 

ESTRATTI DALLA NORMA ITALIANA UNI 7697
 
“Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”
 
“La presente norma ha lo scopo di stabilire i criteri di scelta dei vetri da usarsi, sia in esterni che in interni, in modo che sia assicurata la rispondenza fra prestazioni dei vetri e requisiti minimi necessari per la sicurezza dell’utenza, nella destinazione d’uso prevista. Sono escluse dalla presente norma i vetri curvi e le applicazioni, coperte da norme specifiche, su mezzi di trasporto terrestri e navali.” “ Rientrano in questo gruppo le applicazioni delle lastre in vetrate, porte, finestre, porte-finestre, purché interamente intelaiate in serramenti di ogni tipo e di qualsiasi materiale, a condizione che, quando vengono normalmente aperti, non sporgano all’esterno dell’edificio e purché il lato inferiore sia ad oltre 100 cm di altezza dal piano calpestio. In tutti questi casi si considera che alla rottura della lastra si associ solo il danno della sostituzione del vetro.” “Serramenti vetrati in genere (porte, finestre, porte-finestre interamente intelaiate e aperture in facciate continue, strutturali e a fissaggio puntuale): …. Se con il lato inferiore della lastra a meno di 100 cm dal piano calpestio… - vetro stratificato di sicurezza - classe B1 secondo il prEN 12600;… Se in ambienti aperti al pubblico adibiti ad attività sportive o ricreative e/o frequentati da giovani, indipendentemente dall’altezza del piano calpestio …- vetro stratificato di sicurezza – classe B1 secondo il prEN 12600;…” “ Vetrine, interne ed esterne, con la base a meno di 100 cm dal piano di calpestio con superficie minore di 6mq vetro temprato o stratificato di sicurezza – classe B1/C1 secondo il prEN 12600;” “ Vetrine, interne ed esterne, con la base a meno di 100 cm dal piano di calpestio con superficie maggiore di 6mq vetro stratificato di sicurezza – classe B1 secondo il prEN 12600;” “Applicazioni di superficie maggiori di 6mq in luoghi aperti al pubblico - vetro stratificato di sicurezza – classe B1 secondo il prEN 12600;” “Lastre di vetro balaustre, parapetti, partizioni interne, paratie, divisorie ecc. - vetro stratificato di sicurezza – classe B1 secondo il prEN 12600;” “Vetri interni per asili, scuole, ospedali - vetro stratificato di sicurezza – classe B2 secondo il prEN 12600;” “Nella progettazione si possono adottare criteri diversi da quelli indicati dalla presente norma, purché non conducano a condizioni di sicurezza meno favorevoli….”
 
 
Questo testo rappresenta solamente un estratto dalla norma e pertanto non può essere inteso ed utilizzato come un documento con valore legale.  Il testo ufficiale della normativa può essere acquistato e scaricato dal sito: www.uni.com/it 

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